伊妖狐狂言 IYŌKO KYŌGEN: Con Occhi di Volpe

今日た!Ben ritrovati,

Finalmente possiamo orgogliosamente rivelare l’evento che abbiamo tenuto tanto nascosto negli ultimi tempi! Qui la pagina Facebook, per farci sapere se verrete a trovarci e qui la descrizione dettagliata dello spettacolo:

ITALO KYOGEN PROJECT presenta
伊妖狐狂言 IYŌKO KYŌGEN: CON OCCHI DI VOLPE – la figura della volpe mutaforma in due kyōgen contemporanei

Nell’ambito del Festival di Cultura Giapponese 2019, organizzato dall’Associazione Culturale Amici di Ishinomaki di Civitavecchia, e con il patrocinio di Ambasciata del Giappone, Comune di Civitavecchia, Città di Ishinomaki e The Japan Foundation – Istituto Giapponese di Cultura, andrà in scena un allestimento di teatro comico tradizionale giapponese in lingua italiana unico nel suo genere!

In occasione del 50° Anniversario della pubblicazione e del 40° Anniversario della sua première giapponese, in scena per la prima volta assoluta fuori dai confini giapponesi 狐と宇宙人, La Volpe e l’Alieno, primo spettacolo di teatro comico tradizionale kyōgen che fonde Fantascienza e Tradizione, scritto dal Padre della Fantascienza Giapponese, Komatsu Sakyō.

La traduzione e l’adattamento de La Volpe e l’Alieno sono a cura di Luca Moretti, allievo dei maestri di kyōgen della scuola Ōkura e fondatore dell’Italo Kyogen Project, con il sostegno della Komatsu Library, Fondazione che gestisce l’immensa produzione letteraria del Maestro Komatsu Sakyō.

In apertura lo spettacolo di kyōgen moderno “DI CODE E CANINI” di Luca Moretti, liberamente ispirato al racconto “Storia romantica di code e di canini” di Massimo Soumaré.

L’allestimento di teatro comico tradizionale giapponese in lingua italiana “Con Occhi di Volpe”, ideato e diretto da Luca Moretti, è composto da due pièce teatrali che hanno come protagonista la figura della volpe mutaforma della tradizione giapponese.
Lo spettacolo è ideato per mettere in scena un kyōgen contemporaneo originale giapponese, insieme a un kyōgen contemporaneo originale italiano, creando un unicum nella produzione teatrale italiana e internazionale. La lingua utilizzata per le rappresentazioni è l’italiano, mentre costumi, movimenti e strutture drammaturgiche seguono la tradizione classica della farsa giapponese. Particolare attenzione è stata riposta nell’adattamento del linguaggio, trasformato in un idioma atto a riprodurre l’atmosfera linguistica classica del kyōgen giapponese.

Maggiori dettagli delle pièce che compongono lo spettacolo:

1) “La Volpe e l’Alieno” (Titolo originale 狐と宇宙人, Kitsune to Uchūjin. Di Komatsu Sakyō. Tradotto e adattato da Luca Moretti con il sostegno della Fondazione Komatsu Library). In scena per la prima volta fuori dai confini giapponesi, opera letteraria di Komatsu Sakyō, acclamato autore di fama nazionale e internazionale. Questa pièce mette in scena l’incontro tra un malintenzionato messaggero di un mondo lontano e una volpe mutaforma giapponese che, nonostante sia intenzionata a farla pagare al genere umano, reo della distruzione della natura, si troverà nell’inconsapevole situazione di decidere se salvare il pianeta o meno. In questo spettacolo emerge con forza il tema dell’ecologia, sempre caro all’autore, sapientemente cesellato in una commedia contemporanea che ricalca in tutto e per tutto le antiche farse giapponesi.

2) “Di Code e Canini” (Di Luca Moretti. Liberamente ispirato al racconto “Storia romantica di code e di canini” di Massimo Soumaré. Con la supervisione di Massimo Soumaré). Per la prima volta un autore italiano contemporaneo ispira un kyōgen moderno. Questa pièce affronta lo scambio culturale tra Italia e Giappone e racconta la storia di un vampiro e una volpe, rispettivamente un essere sovrannaturale occidentale e uno giapponese, nella classica commedia degli errori. I due cadranno nei raggiri di un monaco guerriero, inconsapevole di avere a che fare con due mostri. Risate assicurate.

Lo spettacolo sarà preceduto da una presentazione tenuta da Luca Moretti, che verterà sul teatro giapponese, sul kyōgen, e sul progetto Italo Kyogen.

“Con Occhi di Volpe” si terrà Sabato 19 Ottobre, alle ore 21:00, nell’ambito del “Festival di Cultura Giapponese 2019” di Civitavecchia (RM), presso la Sala Morricone, piazza Calamatta, con ingresso gratuito.

Italo Kyogen Project:

Italo Kyogen è un progetto teatrale che mira a creare un paradigma assolutamente nuovo nel panorama italiano, fondendo le strutture classiche della farsa giapponese con testi moderni in italiano creati ad hoc e successi moderni giapponesi in traduzione. L’obiettivo principale del progetto è quello di avvicinare il più possibile lo spettatore a questa forma di teatro, attraverso l’utilizzo della lingua italiana, di più facile fruizione sia per gli attori che per il pubblico, arcaicizzata allo scopo di riprodurre l’effetto del giapponese antico sul pubblico giapponese moderno.
Il maestro Luca Moretti, ideatore del progetto, vanta un’esperienza decennale nel campo del kyōgen moderno, in un primo momento come attore e responsabile della Roma Kyogen Ichiza, piccola compagnia di kyōgen di Roma, che lo ha portato a recitare nei più prestigiosi teatri giapponesi, dal Teatro Nazionale di Nō di Tōkyō al Teatro Kongo di Kyōto. Successivamente ha avuto l’onore di essere il primo allievo europeo a ricevere un apprendistato tradizionale dai maestri della scuola Ōkura di Kobe e di Tōkyō e di recitargli accanto nei principali teatri del Giappone.
Suo “L’Italo Kyogen dei Mostri”, allestimento teatrale nell’ambito dell’evento NipPop 2017, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico e di critica, e le traduzioni e gli adattamenti delle opere Kyōgen di Komatsu Sakyō, padre della fantascienza giapponese, e Kyōgoku Natsuhiko, maestro indiscusso del paranormal mystery.

Cos’è il Kyōgen:

Il termine kyōgen è solitamente tradotto come ‘discorsi folli’, sottolineando l’importanza del dialogo nell’ambito della dinamica teatrale. Kyōgen indica una forma comica del teatro tradizionale giapponese che, da circa seicento anni, è stata tramandata per generazioni. Infatti, dal secondo dopoguerra, il kyōgen ha sviluppato una nuova consapevolezza della sua importanza ed unicità come genere di teatro classico ed ha proseguito il suo percorso in maniera autonoma dal teatro Nō. Il kyōgen inscena comuni situazioni umane usando il linguaggio popolare, ma lo fa tramite movimenti e schemi vocali altamente complessi e stilizzati. I personaggi del kyōgen si muovono nel contesto del Giappone medioevale, ma il loro spirito è universale e atemporale, e per questo è in grado di trasmettere emozioni e sensazioni condivisibili da qualunque spettatore. [Da “L’impostazione della voce nella formazione dell’attore di kyōgen” – Luca Moretti, 2004]

Komatsu Sakyō:

Considerato uno dei più grandi scrittori della fantascienza nipponica le sue opere non sono soltanto di genere fantascientifico, ma anche fantastico e storico-sovrannaturale. Komatsu Minoru, suo vero nome, nasce a Ōsaka. Durante l’università frequenta diversi intellettuali, registi e scrittori collaborando inoltre con varie riviste letterarie amatoriali. Entra anche a far parte del Partito comunista da cui poi però si dissocia. Nel 1971 con il volume Tsugu no wa dare ka? [Chi ci succederà?] si aggiudica la seconda edizione del Premio Seiun. Premio di cui vince anche la quarta edizione nel 1973, la settima nel 1976 e la nona nel 1978 grazie rispettivamente ai racconti Kesshō seidan [La costellazione di cristallo], Vomiisa [Vomisa] e Gorudiasu no musubime [Il nodo di Gordia]. Ottiene poi, nel 1983, un altro premio alla quattordicesima edizione del Premio Seiun per merito del romanzo Sayonara Jupitâ [Bye-bye, Jupiter]. Nel 1974 Nihon chinbotsu [Il Giappone affonda], dove l’autore immagina lo sprofondamento in mare dell’arcipelago nipponico — forse la sua opera più famosa e rappresentativa, tradotta in inglese, francese, spagnolo, russo, cinese, coreano, e in diverse altre lingue ma non ancora in italiano — vince contemporaneamente la ventisettesima edizione del Premio dell’associazione degli scrittori di giallo del Giappone e la quinta edizione del Premio Seiun. Nel 1981 fonda la società IO Corporation che promuove attività di vario tipo. Nel 2000 è stato istituito il Premio Komatsu Sakyō per opere di letteratura SF, fantasy e horror e dal 2001 viene pubblicata la rivista trimestrale Komatsu Sakyō magazine. Kitsune to Uchūjin fa parte della sua raccolta di testi teatrali di fantascienza ed è il primo SF Kyōgen. La Volpe e l’Alieno, a cura di Luca Moretti, è la prima traduzione dal giapponese in assoluto.

Venite a trovarci! Vi aspettiamo!

さらばぁさらば❣

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