Intervista a Rachele Sturniolo, Italo Kyogen Ichiza

 

Ben ritrovati,

eccoci alla seconda intervista agli allievi della scuola Italo Kyogen. Se vi siete persi la prima puntata, l’intervista ad Alessio Serra, potete rimediare leggendo qui. Oggi è il turno di Rachele Sturniolo, membro della Compagnia Italo Kyogen, la Italo Kyogen Ichiza, che andrà in scena con l'”Italo Kyogen dei Mostri” Sabato 27 Maggio al Piccolo Teatro del Baraccano di Bologna, nell’ambito dell’evento NipPop 2017. Ecco cosa ci racconta Rachele:


rachele sturnioloItalo Kyogen Project: Ciao Rachele, grazie per la disponibilità e per aver accettato di partecipare a questa intervista! Iniziamo subito: potresti presentarti ai nostri lettori? Chi è Rachele?

Rachele Sturniolo: Grazie te per l’opportunità!
Chi è Rachele? Bella domanda! Ahahahahahaha!
Sono una ragazza di 20 anni, vivo a Roma e sto (finalmente) per finire il liceo.
Adoro stare in compagnia dei miei amici con i quali passo molto tempo, poiché condividiamo le stesse passioni come giochi di ruolo, film e teatro, ma ogni tanto sento la necessità di stare da sola, allora prendo il mio cajon e passo ore in camera a suonare e cantare.
Sembro normale, ma è solo apparenza!

IKP: Hai mai avuto altre esperienze teatrali? Quali?

RS: La mia passione per il teatro risale al periodo delle scuole elementari. Ho preso parte a tutte le “recite” possibili e immaginabili e da sette anni faccio parte del gruppo di allievi attori della scuola civica di teatro Eleusis.

IKP: Come è stato confrontarsi con un’arte performativa così antica e diversa da quelle occidentali?

RS: E’ un’esperienza molto interessante, poiché mi sta permettendo di conoscere una realtà fino ad ora quasi del tutto sconosciuta, divertente e allo stesso tempo assai impegnativa. Provenendo da un’esperienza teatrale di tipo occidentale, le differenze, soprattutto tecniche, si sono fatte notare subito e devo ammettere che inizialmente ho faticato un pochino ad adattarmi a questo stile (come ad esempio il non guardare il personaggio con cui si parla o il dover mantenere posizioni fisse), ma posso fieramente dire di aver superato queste difficoltà con del sano impegno e grazie all’aiuto del grandissimo Luca Moretti.

IKP: Quale è la cosa più difficile o fastidiosa che hai dovuto affrontare durante questi primi mesi di apprendistato?

RS: Come ho detto prima, rispettare alcune regole del Kyogen completamente diverse da quelle del teatro occidentale è stato difficile da un punto di vista tecnico, per quanto riguarda invece i personaggi invece, sono abituata a fare un lungo lavoro preparatorio per quanto riguarda la psicologia e lo studio del personaggio, in questo caso invece è tutto molto più libero.

IKP: E quale è stata, al contrario, la cosa più semplice o divertente?

RS: Sicuramente il lavorare assieme a persone piacevoli e con le quali si è creato un rapporto di grande amicizia e complicità, rende tutto più divertente, ma anche il cimentarsi in testi scritti in un linguaggio antico e dialettale (cosa che ha dato vita a piacevolissime e davvero divertenti prove).

IKP: Che personaggi interpreterai nello spettacolo di Sabato 27 Maggio al Teatro del Baraccano in occasione dell’evento Nippop di Bologna?

01RS: Per quanto riguarda il primo spettacolo, ossia Lo Fanciulletto del Tofu, interpreterò il Daimyo: un signore feudale molto poco paziente, irascibile e che non perde occasione per rimproverare il suo servo Taro (non immaginate nemmeno quanto sia divertente fare il cattivo :P). Invece nel secondo spettacolo, scritto da Luca Moretti, Di code e Canini, il mio personaggio è quello di Volpe: kitsune (spirito volpe) superba e permalosa, molto fiera della sua coda, in cerca di un’anima di cui nutrirsi. Adoro questo personaggio, mi sono divertita tantissimo durante le prove a cercare di renderla sempre più prima donna.

IKP: Hai qualche curiosità da condividere con i lettori sul lavoro svolto in questi mesi?

RS: Tutte le prove sono state costellate da battute, risate, una caduta (non mia) dovuta alla rovinosa accoppiata calzini-parquet… in questi mesi non ho solo passato piacevolissime se pur faticose giornate a provare, ma si è anche riaccesa in me la scintilla che da qualche tempo si era spenta per quanto riguarda il teatro.

20140826c
Kitsu/Kaedenoha, la Volpe del racconto “Storia romantica di code e di canini” di Massimo Soumaré. Illustrazione di Kanai Ryo

IKP: Il tuo interesse per il Giappone si limita al teatro o sei interessata anche ad altri aspetti della cultura nipponica?

RS: Il mio primo approccio con la cultura giapponese, se pur non consapevole, è iniziato con la visione dei cartoni animati che mandavano su italia uno il pomeriggio dopo scuola; durante il periodo delle scuole medie ho scoperto la parola “anime” e da lì è iniziata la vera e propria passione: divoravo volumi interi di fumetti, facevo ricerche sulla cultura giapponese, il cibo, la religione, le usanze più strane… ero davvero fissata! Ora la cosa si è attenuata, ma la passione è rimasta e posso dire con non poca fierezza di aver aggiunto un pezzettino al puzzle: il Kyogen.

IKP: Quindi conoscevi il Kyogen e l’immaginario dei mostri giapponesi?

volpe kyogen kanai
Kitsu/Kaedenoha versione Kyogen. Illustrazione di Kanai Ryo

RS: In una delle mie numerose ricerche avevo letto del teatro giapponese, ma non del Kyogen nello specifico. I mostri giapponesi invece li conosco abbastanza bene (sempre grazie alle mie ricerche >_<)

IKP: Hai altri interessi oltre al teatro e alla cultura giapponese?

RS: Fin da bambina ho sempre letto moltissimo ed è una passione che mi accompagna tutt’ora… ovunque: ho sempre un libro con me (dico sul serio)! Adoro il cinema e il doppiaggio, appena ho un momento libero durante la settimana lo occupo guardando un film. Ce ne sono alcuni che conosco letteralmente a memoria! Un’altra mia grande passione è il kung-fu: ho praticato il Sanda per sette anni, ma per vari motivi quest’anno ho dovuto interrompere l’allenamento, ma non perdo occasione per rispolverare alcune tecniche quando posso.

IKP: Grazie Rachele per essere stata così gentile ed esaustiva. Ora un’ultima domanda che non è una domanda: hai libero spazio per dire tutto quello che vuoi ai nostri lettori.

RS: Credo di essermi già dilungata abbastanza, ma quando si parla di me, non riesco a fermarmi (sì, sono un pochino volpe, lo ammetto)! Spero davvero che questo progetto abbia vita lunga; il teatro è la mia più grande passione e grazie all’università che ho scelto, in un futuro non molto lontano, potrò realizzarla e trasformarla in un lavoro e sarebbe bello continuare questo percorso iniziato con delle così belle persone.


Bene, spero vi siano piaciute queste interviste e se volete conoscere gli allievi della scuola Italo Kyogen e vedere la Compagnia Italo Kyogen mettere in scena per la prima volta due Kyogen moderni interamente in Italiano, non vi rimane che venirci a trovare Sabato 27 Maggio alle ore 21 al Piccolo Teatro del Baraccano di Bologna. Evento unico + Prima volta per un Kyogen in Italiano + Prima volta per un Kyogen moderno. Non vi basta come evento imperdibile? Siete insaziabili!

Vi aspettiamo!

さらば、さらば!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...