Kyogen, vi presento i miei: Daimyo

Ben ritrovati per un nuovo articolo della rubrica dedicata ai personaggi del kyogen
classico.

p03Dopo la prima puntata, dedicata obbligatoriamente a Tarokaja, il servo Taro, vi presento un altro personaggio importantissimo nel kyogen: il Daimyo, ovvero il signore feudale.

Per nulla secondo al suo servitore, tanto che, come accade al servo, esiste una vera e propria categoria a lui dedicata, il Daimyo ha la particolarità di essere senza nome, proprio per esprimere l’universalità e la stereotipizzazione del carattere. Non che il servo abbia un nome così particolare; Taro potrebbe corrispondere al nostro Mario,bf3ef918 senza dimenticare che quando sul palco è presente un altro servo, questi si chiamerà sempre Jiro, il corrispettivo di Luigi… Mario e Luigi…state pensando a quello che sto pensando io? Italo Kyogen presenta: il kyogen dei servi Mario e Luigi…potrebbe essere un’idea 😀

Ma torniamo al nostro signorotto feudale. A volte vittima a volte carnefice, la dicotomia Daimyo/Taro ben si sposa alla similitudine Pantalone/Arlecchino.

Ma ci sono anche altri aspetti di questo personaggio che vorrei sottolineare. Innanzitutto, come potete vedere dalle immagini a corredo di questo articolo (molte delle quali in versione manga, come piace a me), il vestiario di questo personaggio è quello tipico del gran signore dell’epoca Muromachi: kimono elegantemente decorato, pantaloni hakama 14106815
molto spesso lunghi oltre i piedi, spada ed eboshi, cappello lungo, da gran parata. Ma nonostante Daimyo significhi proprio signore feudale, scorrendo tra le varie commedie kyogen si deduce che questo signore non sia proprio di altissima estrazione sociale (come è giusto che sia in una commedia). Di indole sempre diversa di commedia in commedia, spesso è tracotante e borioso, volubile ed emotivo 3186508ma allo stesso tempo ingenuo, ai limiti della stupidità, a volte questa sua stessa ingenuità viene accettata quasi con gioia dal Daimyo stesso.

Come nella commedia Hagi Daimyo (Il signore del trifoglio), dove un signore feudale di campagna va a visitare un giardino in fiore, accompagnato dal buon servo Taro, e alla richiesta di recitare una poesia, non sapendo che pesci pigliare, prova a farsi suggerire dal suo servitore, commettendo mille errori di pronuncia e di interpretazione e finendo per tornarsene a casa con le pive nel sacco tra le risa generali. del Daimyo compreso. Una splendida dimostrazione di autoironia.01

Stavolta non vi nascondo che un Daimyo sarà presente in un nuovo kyogen targato Italo Kyogen ma terrò la bocca cucita sulla sua inclinazione caratteriale 😛 Come sarà? Ingenuo e allegro? Volubile e frivolo? Tracotante e presuntoso? Vi basterà seguirci per scoprirlo!

Alla prossima, 02

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